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Del cavallo Avelignese, o Haflinger se ne parla già nei manoscritti del medioevo. In effetti ad Avelengo, paese da cui prende il nome, la tradizione vuole che, fin da quel tempo, esistesse un tipo di cavallo, robusto e non molto alto, derivato da uno stallone che un certo Lodovico IV fece venire dal regno dei Borgognoni per farne dono al figlio in occasione delle sue nozze con la Principessa del Tirolo nel 1342. Tuttavia la conformazione di tale cavallo non corrisponde a quella attuale, ma ciò non toglie che questo derivi da quello. Una
cartina dell’epoca mostra come a sud delle Alpi fosse ambientata una razza equina
leggera, simile al cavallo orientale, adatta al tiro ed alla sella. Ne possiamo
quindi dedurre che, in conseguenza di incroci con quest’ultima, siano venuti
manifestandosi quei caratteri propri dell’Avelignese. Tale
supposizione trova la sua migliore conferma nel 1873 in Val Venosta, quando,
dall’accoppiamento dello stallone orientale “EL BEDAVI XXII” con una cavalla
locale, derivò “FOLIE matr.249” il vero capostipite dell’attuale razza Avelignese. L’Avelignese
può ben definirsi un cavallo straordinario per il suo carattere docile e per
la sua facilità d’apprendimento che lo rende adatto a qualsiasi uso. Le attitudini Il
biondino Avelignese dal manto sauro dorato e dai crini con frange d’oro è un
Vero Amico dell’uomo e della natura in un mondo in cui si fa sempre più pressante
la voglia di evadere dallo stress quotidiano. Compagno fedele, sicuro e tranquillo;
non ci sono sorprese per chi vive con lui giorno per giorno e lo sappiamo noi
che da ormai 15 anni alleviamo questa stupenda razza equina. Insomma
che dire ancora di questi amici che ci riempiono la giornata di soddisfazioni,
ma anche di lavoro per far si che vivano in un luogo pulito e a loro consono
per ripagarli di tutto l’amore e il rispetto che ci danno.
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